Da qualche anno il business dei titoli induce i docenti a contattare enti
di formazione che propongono la frequenza di corsi, dai costi anche
elevati, per il rilascio di attestati e certificazioni teoricamente utili ad
avanzare di posizione nelle GPS ( Graduatorie Provinciali delle
Supplenze), nelle G.I. ( Graduatorie di Istituto), ovvero nelle
Graduatorie di merito delle procedure concorsuali.
Alcuni dei titoli conseguiti, tuttavia, si rivelano non idonei alla
acquisizione del punteggio, in seguito a chiarimenti ministeriali o a
modifiche dei decreti di riferimento, con evidente danno del docente
che ha speso tempo e denaro inutilmente.
In queste situazioni può configurarsi una responsabilità dell’ente
formatore (pubblico o privato), qualora abbia pubblicizzato il corso in
modo ingannevole o non conforme alla normativa vigente, inducendo
gli iscritti in errore.
COME ORIENTARSI NELLA SCELTA DEL TITOLO DA
ACQUISIRE.
Preliminarmente attenzioniamo la seguente circostanza che serve per
tenere al riparo i docenti da eventuali incresciose situazioni: può non
essere corretto, oltre che ingannevole, dare garanzia sul preciso e
assoluto punteggio che un determinato titolo potrà dare nelle
Graduatorie, poiché la normativa ministeriale che attribuisce punteggi
ai titoli, sia nelle GPS che nelle procedure concorsuali, può mutare da
concorso a concorso, da aggiornamento ad aggiornamento.
Quindi , in generale, è bene informarsi prima e diffidare da chi
prospetta la massima sicurezza sui punteggi collegati all’acquisto di
un percorso formativo.
Il nostro studio legale ha assistito negli anni molti docenti incorsi
nell’inconveniente di aver speso tanti soldi e di aver sottratto tempo
alla famiglia ed ai propri interessi , per frequentare corsi che poi si
sono rivelati inutili ai fini della acquisizione del punteggio.
COME TUTELARSI. DALL’ADR – Alternative Dispute
Resolution alla CLASS ACTION.
Senza necessità di ricorrere in Tribunale , senza aspettare i tempi e
senza affrontare gli ingenti costi di un processo, ma attraverso il
ricorso agli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie ( cd
ADR – Alternative Dispute Resolution), previsti dall’ordinamento
giuridico, siamo riusciti a far recuperare ai nostri assistiti le
somme spese per titoli inutiliter dati, oltre al risarcimento del
pregiudizio sofferto.
Anche la class action, qualora ne ricorrano le condizioni, può
rappresentare uno strumento efficace per:
- Tutela collettiva di tutti i docenti che si trovano nella
stessa condizione; - Condivisione delle spese legali, riducendo i costi
individuali; - Maggiore forza contrattuale nei confronti degli enti
responsabili; - Richiesta di rimborso delle somme versate o di
risarcimento del danno per la perdita di chance derivante dalla
mancata valutazione del titolo.
E’ sempre importante consultare un professionista esperto nel campo
del diritto scolastico, prima dell’acquisto di un corso di formazione, e
certamente dopo aver subito un danno.





