CARTA DOCENTE. TRA SENTENZE. RIFORME E QUESTIONI DI COSTITUZIONALITA’

E’ del 3 giugno 2025 l’ultima sentenza del Giudice del Lavoro di Cosenza che ha riconosciuto ad una docente , difesa dal nostro studio legale, ben 2500 euro a titolo di arretrati per la Carta Docente.

La misura , originariamente introdotta dalla legge Renzi n 107/2015 , art 1 comma 121 , tuttavia è in crisi.

A fronte di migliaia di sentenze con le quali i Giudice del Lavoro di tutta Italia hanno riconosciuto il diritto alla Carta docente ai docenti precari , solo una piccola percentuale è stata ad oggi pagata dal Ministero. Si tratta di provvedimenti giudiziari definitivi che hanno riconosciuto ai supplenti il diritto alla formazione attraverso l’acquisto con la Carta Elettronica del docente di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale, per l’acquisto di hardware e software, per l’iscrizione a corsi per attivita’ di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonche’ per iniziative coerenti con le attivita’ individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124.

Il Mim invita i vincitori di ricorso ad inviare le sentenze, già notificate dagli avvocati, ad un indirizzo pec , ,a questo non basta ad avviare e/o ad accelerare i pagamenti. Pare , infatti, che il Ministero non disponga di tutte le risorse disponibili per soddisfare le giuste pretese dei sempre più maltrattati docenti precari.

E così , mentre si attende per l’8 luglio 2025 una pronuncia della Corte Costituzionale, su questione di legittimità relativa alle norme istitutive della misura , il nuovo decreto scuola n 45 del 2025, convertito in legge il 3 giugno u.s. , ha esteso la carta docente ai supplenti con incarico fino al 31/8 e tuttavia ha stabilito che, a decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, i criteri e le modalità di assegnazione della Carta nonché l’importo nominale della stessa verranno definiti da un apposito decreto e che i soggetti presso i quali la Carta viene utilizzata dovranno trasmettere la fattura entro 90 giorni dalla data di validazione dei relativi buoni, a pena di decadenza dal diritto al rimborso.

Pur estendendo la possibilità di impiego della carta docente, di fatto dal prossimo anno se ne prospetta la riduzione dell’importo in quanto l’inserimento nella platea dei beneficiari dei docenti con supplenza annuale, a cui numerose pronunce giudiziarie hanno riconosciuto il diritto alla fruizione della carta, non è stato accompagnato da un incremento dei finanziamenti complessivi previsti per questa misura ma dal taglio dell’importo (attualmente di 500 euro) sulla base del numero dei docenti -di ruolo e non- che ne potranno fruire.

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